SFS 2016: in MOVIMENTO verso l’istruzione – “Siate asinelli, ma mai statue da museo”

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Dal giorno 11 marzo al 13 dello stesso mese, si è tenuta l’SFS, Scuola  di Formazione per Studenti, per i ragazzi delle scuole superiori, presso Montesilvano in provincia di Pescara. Scopo dell’esperienza: imparare a PARTECIPARE.

Nelle varie giornate si sono svolte diverse attività per invogliare noi studenti a prendere parte attivamente alla vita scolastica. Nella prima giornata, in seguito all’arrivo delle varie diocesi e allo smistamento negli hotel, siamo stati divisi in gruppi nelle diverse parrocchie di Montesilvano. Presso ognuna di esse è stato pensato un momento di conoscenza: ciascuno di noi aveva il compito di esclamare il proprio nome accompagnato da un aggettivo che descrivesse al meglio la propria personalità cominciante con l’iniziale del nome stesso; lo studente successivo aveva il dovere di ripetere l’aggettivo e il nome del precedente aggiungendo il proprio nome seguito dal proprio aggettivo; ci siam poi disposti in cerchio per sperimentare un “gioco della bottiglia” alternativo, ponendosi vicendevolmente domande sulla propria vita scolastica.  Tutto ciò è stato seguito da un breve momento di preghiera e dal ritorno agli hotel per il pernottamento.

Il risveglio del sabato è stato accompagnato da tanta voglia di sapere. Alle ore 8:30 si è svolta la preghiera del mattino presieduta da Don Michele Pace, Assistente nazionale MSAC e successivamente i saluti e l’introduzione a cura della segretaria nazionale del MSAC, Gioele Anni, Adelaide Iacobelli e Matteo Vasca.

12814371_1153887171322830_6688428097100076927_nL’introduzione alla tavola rotonda sul rilancio della partecipazione è stata fatta dal professore Sandro Calvani. Quest’ultimo è stato seguito da esperti nei settori economia, politica e Europa: Luca Raffaele, Project Manager dell’associazione NeXt, Rita Visini, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio, Onorevole Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo.

Nel pomeriggio ci siamo divisi in gruppi a secondo delle preferenze precedentemente date per i seguenti workshop sui seguenti temi, coordinati dall’equipe nazionale e da esperti nel campo:

  1. Informazione economica, con l’aiuto di Vincenzo Larosa;
  2. Come funzionano le banche, con l’aiuto di Armando Miano;
  3. Consumo critico, con l’aiuto di Marco Sposito;
  4. Economia e pubblicità, con l’aiuto di Vincenzo Danieli;
  5. I partiti politici, con l’aiuto di Umberto Ronga
  6. Politica e lotta alla corruzione, con l’aiuto di Francesco Cananzi;
  7. Il voto e la legge elettorale, con l’aiuto di Andrea Michieli;
  8. Il linguaggio della politica, con l’aiuto di Omar Ruberti;
  9. Europa degli stati, con l’aiuto di Paolo Rametta;
  10. Europa dei cittadini, con l’aiuto di Monica Del Vecchio;
  11. Europa delle porte e dei ponti, con l’aiuto di Michele D’Avino;
  12. Europa dei popoli e delle culture, con l’aiuto di Cotruta Fernea.

Dopo la cena delle 20, abbiamo partecipato ad una serata di festa, la “Notte degli Oscar” durante cui sono stati premiati il miglior regista, il migliore attore, il migliore attore non protagonista, la miglior colonna sonora ed infine il miglior trailer, relativi a dei trailer precedentemente inviati dai vari circoli diocesani MSAC

Il terzo ed ultimo giorno abbiamo celebrato la Santa Messa e successivamente tre ospiti hanno riportato le loro testimonianze di partecipazione e impegno: Aneela Neilson, studentessa pakistana; Paul Bhatti, già ministro dell’Armonia nazionale e degli Affari delle minoranze in Pakistan; Francesco Messori, studente, capitano e fondatore della Nazionale di calcio amputati.

Infine il Msac Taranto ha raccontato la sua esperienza di cittadinanza attiva, di come dobbiamo e possiamo prendere a cuore la città e il suolo in cui viviamo e soprattutto di come per partecipare bisogna collaborare tutti insieme, senza escludere nessuno!

La segreteria nazionale, infine, ha avuto l’arduo compito di concludere questi tre giorni intensi ma certamente pieni di gioia e con un po’ di consapevolezza in più!

Cosa ci hanno lasciato questi tre giorni? Tanta voglia di partecipare e di rendere la scuola come noi, studenti ,la vorremmo, tante emozioni, tanta nostalgia di tornare, tante relazioni: “Don’t hate, participate” è questo il motto che ha accompagnato e riempito le nostre giornate. Ognuno di noi ha il dovere ed il diritto di partecipare per essere studenti al di fuori delle mura scolastiche, per vivere una scuola di relazione, di incontro, di crescita e di vita.

Sarà più che impossibile dimenticare questa bellissima esperienza che ha dato a tutti l’occasione di conoscere persone nuove, di stringere amicizie che si spera nel tempo non si perderanno. Una famiglia di 1200 componenti, che ogni mattina si ritrovava per la colazione e poi per pranzo e cena. Nell’hotel si ha avuto la possibilità di ascoltare accenti diversi per ogni regione d’Italia, e di parlare con altrettante persone. Proprio come in una famiglia, non si aveva paura o vergogna di fermarsi a parlare con qualcuno, anche se non si era mai visto, tutti ci trovavamo lì per lo stesso motivo: perchè #SIAMOPRESENTE.
Si sente spesso dire “i ragazzi sono la generazione del futuro”, ma continuando così, continuando a guardare al futuro, si dimentica di pensare a vivere il presente, ad agire nel presente.
Abbiamo avuto la possibilità di parlare con persone speciali per capire l’accettazione del diverso e il non sentirsi diverso perché ognuno è speciale a modo suo, e tutto è opera e decisione di Dio, e Lui vuole il meglio per tutti, quindi perché odiarlo per le sfortune? Niente è casuale, sicuramente ci sarà un progetto che lui avrà per ognuno di noi.
Quest’esperienza ha riempito tutti noi di quella felicità che sazia e disseta a lungo, che riempie il cuore per sempre.

Alessia Pierri

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Author: redazione

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