Veglia per Giovani e Adulti in preparazione all'8 Dicembre
CON I TESTIMONI INCONTRO AL NUOVO (preghiera unitaria)
Canto iniziale
C.: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
T.: Amen
C.: La pace sia con voi
T.: E con il tuo Spirito
C.: Fratelli e sorelle carissimi, come laici di Azione Cattolica, insieme, docili allo Spirito Santo, vogliamo fermarci in preghiera per capire ciò che il Signore ci chiede per servire meglio la sua Chiesa, perché sia nel mondo un segno luminoso ed efficace di riconciliazione e speranza. Resi umili, lieti e coraggiosi dal medesimo Spirito, vogliamo confermare l’impegno a tradurre le intuizioni e i propositi in una presenza discreta e fedele nella vita quotidiana delle nostre Comunità, attenti sempre alle esigenze della comunione e solleciti, senza sosta, per la vita di ogni persona, cui la Chiesa è debitrice di tenerezza, del rispetto, della Parola che ha ricevuto in dono.
Dagli Atti degli apostoli (At 4,1-21)
Dopo la guarigione dello storpio Pietro e Giovanni stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dai morti. Li arrestarono e li portarono in prigione fino al giorno dopo, dato che era ormai sera. Molti però di quelli che avevano ascoltato il discorso credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila.
Il giorno dopo si radunarono in Gerusalemme i capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Fattili comparire davanti a loro, li interrogavano: “Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?”. Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: “Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”.
Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e considerando che erano senza istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con Gesù; quando poi videro in piedi vicino a loro l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa rispondere. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: “Che dobbiamo fare a questi uomini? Un miracolo evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché la cosa non si divulghi di più tra il popolo, diffidiamoli dal parlare più ad alcuno in nome di lui”. E, richiamatili, ordinarono loro di non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù.
Ma Pietro e Giovanni replicarono: “Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando motivi per punirli, li rilasciarono a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l'accaduto.
Parola di Dio
Riflessione del Celebrante
Un impegno che viene da lontano
Gli anni che sono passati non sono stati facili, per l’AC. [...] tuttavia l’AC, dopo aver riflettuto sul suo compito nella nuova realtà, ha lavorato sodo lungo tre direttrici, forse poco numerose, ma chiare.
La prima è stata la scelta conciliare. L’AC ha assunto immediatamente il compito di meditare, diffondere, collaborare ad attuare il concilio, tutto il concilio, senza timori e senza impazienza, ma con organicità, costanza, e coraggio, anche se sempre in spirito di obbedienza e di pace. Essa si è sforzata di porre alla base del suo lavoro – come servizio a tutto il popolo di Dio – i grandi essenziali temi della Parola di Dio, dell’eucarestia, della carità, come temi fondamentali della comunità cristiana che deve rinascere e del suo autentico impegno missionario.
E in questa prospettiva religiosa è la seconda direttrice del lavoro dell’AC di questi anni. In passato essa ha fatto molte varie e nobili cose, ma ora ha ritenuto che fosse suo compito proprio puntare sui valori essenziali dell’annuncio evangelico e della vita cristiana, concorrendo col proprio apporto, agli aspetti più sostanziali e profondi della costruzione della Chiesa. [...]
La terza linea di impegno è stata quella del suo proprio rinnovamento. Non rinnoveremo la chiesa rinnovando gli altri, ma rinnovando noi stessi. Proprio la singolare e privilegiata esperienza dell'AC le chiedeva una conversione, una metànoia più profonda.
Una conversione interiore, prima di tutto, che l'aiutasse a capire il senso del suo servizio in una fase nuova del cammino della chiesa; a rinunciare al tempo giusto a funzioni suppletive in passato esercitate in mancanza di organismi pastorali rappresentativi della comunità; a riscoprire il senso, la responsabilità, l'umiltà di una scelta di servizio e comunione nella chiesa con responsabilità e sensibilità laicale e con pienezza di sensus ecclesiae; ad essere così libera da godere delle esperienze nuove e diverse fiorite nella chiesa; ma soprattutto ad accettare con semplicità di cuore di corrispondere alla chiamata del Signore in questo tempo così tormentato e così ricco.
V.Bachelet, Relazione alla I Assemblea nazionale dell'ACI,1970.
G.: Il cammino associativo è partito da una risposta impegnativa data al Signore. Ora, vogliamo verificare la nostra fedeltà agli impegni presi e chiedere al Signore stesso che aiuti la nostra conversione e una rinnovata dedizione.
T.: Kyrie, eleison
· Signore, a volte siamo così preoccupati di noi stessi da diventare miopi; ci concentriamo sui nostri problemi, le nostre attività, i successi e le delusioni che si succedono; non guardiamo con sufficiente attenzione al mondo che cambia, non abbiamo cuore per le persone, le ansie, i dolori, le speranze di chi vive accanto a noi. Perdonaci Signore.
· Signore, spesso ci comportiamo come se tutto dipendesse dalle nostre strategie e iniziative; e così ci lasciamo prendere dall’ansia, diventiamo giudici degli altri, a volte persino gelosi; le difficoltà ci angustiano, la Chiesa è il campo delle nostre fatiche, prima che il dono del Padre che col suo amore ci fa figli. Salvaci, Signore
· Signore, siamo impazienti. Non accettiamo facilmente di dover rivedere i passi compiuti e di rilanciare con costanza cammini che hanno visto calare l’entusiasmo iniziale. Insegnaci la pazienza della verifica, la fedeltà al quotidiano, l’ardore che nasce dalla familiarità con te. Donaci un cuore nuovo, Signore.
Canto
CON I TESTIMONI CI AFFIDIAMO ALLA FEDELTA' DI DIO
G.: Siamo pronti a rinnovare i propositi, a rilanciare i progetti. La testimonianza di chi ci ha preceduto ci dà il coraggio di contare fino in fondo sulla fedeltà dell’amore del Padre.
GIUSEPPE TONIOLO
“Mi consacro al Cuore di Gesù e nel nome di lui e unitamente ai suoi meriti prego l’eterno Padre ad accettare e rendere efficaci perennemente queste mie promesse, che si riassumono in una: adempiere la santissima di lui volontà, e adempierla assolutamente, troncando fin l’ultimo filo che mi trattiene dal compierla, con straordinario fervore, apertamente, senza revoca, e per sempre, e per questa via farmi santo.”
Propositi e regolamento di vita. Giugno 1882
* La gioia di amarti e di servirti: sia questa la nostra gioia, Signore, quella che cerchiamo con tutto il cuore ogni giorno, a partire dal “segreto” della nostra casa, quella gioia che tu doni ai tuoi amici “nel sonno”; donaci un vivo desiderio di santità. Preghiamo.
T: Confermaci, Signore nel tuo santo servizio.
PIER GIORGIO FRASSATI
“In questi tragici, dolorosi momenti nei quali la vostra patria è calpestata dal piede straniero, mentre il vostro antagonista occupa i vostri focolari come nemico della Patria, vi mandiamo noi studenti cattolici, l’espressione del nostro fraterno amore. Non abbiamo la possibilità di mutare la triste situazione, ma sentiamo in noi l'intera forza del nostro amore cristiano che ci affratella oltre i confini di tutte le nazioni."
Lettera agli studenti tedeschi. Gennaio 1923
* Signore, donaci un cuore grande per amare il mondo come lo ami tu; aiutaci a stare nelle città dell’uomo come persone di riconciliazione, perché siano superate barriere e ingiustizie che mortificano la vita e le speranze di tutti, dei poveri e dei deboli soprattutto. Preghiamo
T: Confermaci, Signore nel tuo santo servizio.
GIANNA BERETTA MOLLA
“Sorridere a Dio da cui ci viene ogni dono.
Sorridere ai genitori, fratelli e sorelle, perché dobbiamo essere fiaccola di gioia, anche quando ci impongono doveri che vanno contro la nostra superbia.
Sorridere in associazione bandendo ogni critica e mormorazione.
Sorridere a tutti quelli che il Signore ci manda durante la giornata.
La felicità è avere Gesù nel cuore. È vivere momento per momento, e ringraziare il Signore di tutto ciò che egli, nella sua bontà, ci manda.”
Lettera al fidanzato. Settembre 1955
* Fa’, o Signore, che abbiamo cura della vita quotidiana delle nostre famiglie, perché sia luogo concreto dove si sperimentano la semplicità e le meraviglie dell’amore. Aiutaci, Signore, a saper accogliere come un dono i momenti, gli incontri, i dolori e le gioie di ogni giorno e a santificarci attraverso essi. Preghiamo.
T: Confermaci, Signore nel tuo santo servizio.
GIUSEPPE LAZZATI
“Se i cristiani si segregano dagli altri, cessano di avere il senso della loro presenza nel mondo.
I laici devono sentire che non si santificano segregandosi dal mondo, ma immettendosi nel mondo e che, immessi nel mondo, hanno la possibilità di portarvi il senso autentico della loro presenza per la salvezza del mondo.”
Agosto 1965
* Signore, aiutaci ad apprezzare le realtà che costituiscono il cammino e la civiltà del nostro tempo: il lavoro, la scienza e la tecnica, la ricerca, la vita sociale e politica, l’informazione, la cultura, l’arte, la cura dell’ambiente... E fa che possiamo esprimere al meglio la nostra laicità nell’essere sale che, con competenza è destinato al bene di ogni uomo. Preghiamo.
T: Confermaci, Signore nel tuo santo servizio.
Con fiducia incontro al nuovo
Questo vostro associarvi è stato riconosciuto dal Magistero come una forma di ministerialità per la Chiesa locale, al fine di servirla nella diocesi e nella parrocchia, come anche nei luoghi e nelle situazioni in cui le persone vivono la propria esperienza umana. [...]
La vostra Associazione vuole essere una casa posta tra le case degli uomini. In questo si esprime la vostra missionarietà. Già il Concilio Vaticano II aveva assegnato all'Azione Cattolica un ruolo necessario per "l'implantatio ecclesiae e lo sviluppo della comunità cristiana" (Ad Gentes, 15). Ciò significa per voi, oggi, riapproriarvi di quella missionarietà necessaria anche per le Chiese di antica cristianità. [...]
Carissimi Fratelli e Sorelle, il Papa vi esorta a continuare nel vostro impegno di essere pellegrini di speranza, solleciti per le sorti di ogni donna e di ogni uomo che incontrate sulla vostra strada. A tutti sappiate indicare Gesù Cristo quale amico e consolatore di ouni umana miseria e come trascendente Signore della storia.
Dal discorso di Giovanni Paolo II agli adulti di AC, 5 Settembre 1988
Preghiera allo Spirito Santo
C.: Fratelli, invochiamo insieme il dono dello Spirito santo, perché ci sia guida in questo nostro stare insieme
T.: Siamo qui davanti a te, Signore, Spirito santo,
trattenuti dal pesante fardello del peccato,
ma ora riuniti nel tuo Nome.
Vieni e resta qui con noi
penetra nei nostri cuori:
insegnaci cosa fare
in quale direzione camminare,
che cosa operare per poterti essere graditi,
col tuo aiuto, in ogni cosa.
Sii tu solo a suggerire
e a far sorgere i nostri giudizi,
tu che sei il solo a possedere,
Con DIO PADRE e con il FIGLIO suo, un Nome glorioso.
non tollerare che ci facciamo perturbatori della giustizia,
Tu che ami la più grande equità.
L’ignoranza non ci trascini verso il male
e non ci pieghi l’interesse,
né ci corrompa la proposta di cariche e ruoli,
ma tienici stretti a te con il dono della tua sola grazia
perché diventiamo uno in te
e in nulla ci discostiamo da te.
Fa che riuniti nel tuo santo Nome
sappiamo compaginare giustizia e misericordia,
in modo tale che il nostro sentire
non sia ora diverso dal tuo
e che in futuro possiamo ricevere,
a motivo della nostra condotta irreprensibile,
i tuoi doni senza fine.
Orazio pro synodo (IV Concilio di Toledo, 633)
C.: Preghiamo
Ispira le nostre azioni, Signore, accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni nostra attività abbiada te inizio e in te il suo compimento.
Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen
C.: Il Signore sia con voi
T.: E con il tuo spirito
C.: Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo.
T.: Amen
Canto
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