CAMPOSCUOLA DIOCESANO UNITARIO 2011
Cagli - 27/31 Agosto 2011Ritorna, come di consueto, l'esperienza estiva del Camposcuola Unitario, che quest'anno si terra' a Cagli, in provincia di Pesaro-Urbino, dal 27 al 31 agosto 2011.
Nella Circolare sono contenuti il Programma e le Note Tecniche.
Programma Camposcuola Diocesano Unitario 2011 - [.pdf]
Circolare Camposcuola Diocesano Unitario 2011 - [.pdf]
Cronaca del Camposcuola Diocesano 2011
Cagli - 27/31 Agosto 2011
27/08
Il nostro viaggio ha avuto inizio con la benedizione del nostro Vescovo che, alzatosi anche lui di buon ora, è venuto a salutarci, chiedendoci di ricordarlo nella preghiera nei luoghi santi del nostro “peregrinare”.
La prima tappa del nostro viaggio verso Cagli è stata Loreto, dove siamo arrivati nel primo pomeriggio. In questo santuario è custodita la Santa Casa di Nazareth, luogo in cui l’Eternità entrò nel tempo, come ci ha ricordato don Alessandro Scevola nella Messa celebrata insieme ai ragazzi dell’Ac di Torchiarolo, di ritorno dal loro camposcuola. Il messaggio che abbiamo ricevuto a Loreto è quello di Giovanni Paolo II: Essere,anche oggi,uomini pronti a dire il proprio “SI” a Dio a qualunque vocazione Egli ci chiami, proprio come fece Maria.
28/08
La mattinata del secondo giorno si è incentrata sulla meditazione di don Antonio Montinaro sul brano del Vangelo di Marco (10,46-52), da cui è stato tratto il passo per il nuovo anno associativo di AC: “Alzati,ti chiama!”.
Don Antonio ha ribadito il legame che esiste tra ascolto e fede, e lo ha fatto evidenziando il legame etimologico che esiste nel greco antico tra il verbo sentire e obbedire. Infatti, Gesù dice al cieco che la propria fede lo ha salvato (v.47). E qual è la fede del cieco? L’aver ascoltato l’avvicinarsi di Gesù. Chi ascolta crede e quindi obbedisce. Bartimeo ha riconosciuto in Gesù il Messia; egli infatti lo ha invocato con le parole “Figlio di Davide, abbi pietà di me”. Sempre nel greco “l’abbi pietà di me” viene reso con “eleison me” (abbi compassione). Ed è proprio questa la missione del Messia: rivelarci il volto compassionevole del Padre.
Nel pomeriggio, la visita e la Messa al monastero camaldolese di Fonte Avellana, citato anche da Dante nel Paradiso. Nel giorno in cui il Vangelo parlava della croce da prendere nella propria sequela verso Cristo (Mt 16,24) , il padre camaldolese ha spiegato il significato di queste parole con una sola parola: Amare. La croce racchiude, infatti, due grandi amori indivisibili: L'amore verticale, quello verso Dio e l'amore orizzontale, quello verso il prossimo.
29/09
Il terzo giorno, ci siamo recati a visitare i luoghi che videro san Francesco nei momenti del suo ritiro dal mondo: La Verna, dove egli ricevette le stimmate.
Attraversata la maestosa e fitta foresta, siamo giunti alle porte del monastero. Qui, ci siamo accomodati in una sala della foresteria in attesa d’incontrare padre Eugenio Barelli, nipote di una santa dell’AC: Armida Barelli.
Padre Barelli è uno dei frati che vive da eremita (in romitaggio) e per incontrarci ha ottenuto un permesso dai superiori. Il suo arrivo è stato quasi come un’apparizione angelica. Un piccolo frate con un volto profondamente trasfigurato e gioioso, in continua preghiera, anche nei momenti in cui discuteva con noi.
Partendo dalla frase di san Francesco: “Non guardate alla vita de fore perché quella interiore è la migliore”, il padre ci ha parlato della bellezza della vita interiore, che non è qualcosa di elitario, raggiungibile soltanto nel chiostro di un monastero ma qualcosa di accessibile a tutti, anche a noi laici. Essa infatti non è inutile intimismo, al contrario è vita ecclesiale. E’ partecipazione al mistero d’amore della Trinità. Infine, padre Eugenio ha ricordato la sua cara zia, la cui povertà ha ispirato la sua vocazione, egli l’ha definita “la solennità del nulla”. Spogliatasi del proprio io attraverso la sua malattia ha fatto da sfondo a Cristo, in continua oblazione.
Dopo l’incontro e un breve pranzo al sacco, ci siamo recati nella Basilica per la preghiera dell’ora nona insieme ai frati, alla quale è seguita (come ogni giorno) la suggestiva processione delle Stimmate, resa tale dai magnifici canti gregoriani che ci hanno portato indietro nel passato, ai tempi di san Francesco. Alla preghiera dell’ora nona è seguita la celebrazione della Messa insieme ai ragazzi e alle guide del nostro seminario minore.
La giornata si è conclusa con una breve visita alla meravigliosa città di Gubbio.
30/09
All’intensità con la quale abbiamo vissuto i primi tre giorni, è seguito un giorno di riposo e di riflessione. Nella mattinata, il presidente Massimo Vergari ha tenuto una sua riflessione paragonando l’AC ad un seminario di laici, nel quale essi, traendo luce dal Vangelo, divengono apostoli nei diversi luoghi in cui sono inseriti: dalla scuola alla fabbrica.
Infine il presidente ha richiamato il concetto di “?a????”. Il camposcuola è tempo, tempo favorevole per realizzare assieme “l’utopia scandalizzante” del Vangelo.
Subito dopo il pranzo, siamo partiti alla volta della rinascimentale Urbino. Dopo una visita turistica ci siamo incontrati nella Cattedrale, dove il vescovo uscente Mons. Francesco Marinelli ha celebrato la Santa Messa insieme ai nostri assistenti.
31/09
Il campo si è concluso con la visita e la celebrazione nel Santuario di Santa Rita a Cascia.
Alla parte spirituale è seguita quella culinaria, nella quale abbiamo acquistato gli ottimi prodotti di Norcia. Il viaggio di ritorno è stato un altro momento di condivisione e di gioia.
In questi giorni davvero intensi, abbiamo sperimentato attraverso la condivisione e il servizio, quanto siano vere le parole “Ubi caritas, Deus ibi est”.
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